Intervista a Roberto Betti e Alessio Cappelli, i coautori di Romanzo Sindacale: un musical grottesco sul sindacalismo nel mondo del lavoro.

a cura di Daniela Campoli

Andiamo a porre alcune domande in particolare a Roberto Betti e Alessio Cappelli, i due coautori di quest’opera a più mani. Betti sindacalista di Sgb (Sindacato Generale di Base) che compone le musiche  dell’opera “Romanzo sindacale”, un musical in un atto unico realizzato e scritto a quattro mani con Alessio Cappelli e i contributi di Rossella Lamina e Marta Cappelli.

Le canzoni quasi tutte originali vedono la partecipazione – anche sul piano compositivo – di altri amici e musicisti: tra questi:Marco e Michela Palocci, Nicola Di Lecce, Paolo Feligioni, Fabrizio Gianni, Leonardo Mattiello, Stefano Savi Scarponi, Elisabetta Caloni, Roberto Vecchi, Elena e Irene Betti e lo stesso Roberto Betti.

Come nasce l’idea di questo musical tragicomico indipendente e no budget ?

Roberto Betti: “Per quanto mi riguarda nasce per elaborare il lutto legato alla mia uscita dal sindacato in cui avevo militato per più di 30 anni.” “Mi sono ritrovato dopo più di 10 anni di sindacato a tempo pieno a dover riempire un vuoto”. “L’ho fatto riprendendo in mano la chitarra e ricominciando a scrivere canzoni”. “Una cena tra amici e la necessità di raccontare gli eventi (belli e brutti) che avevo vissuto hanno fatto il resto”.

Alessio Cappelli“Beh ovviamente il promotore è stato Roberto che di sindacato ne ha masticato un bel po’, però mi sono associato volentieri anche per ricordare mio padre che aveva avuto anche lui una lunga storia di militanza sindacale”. “E poi pur avendo utilizzato la scrittura un po’ in tutte le forme … Il musical proprio mi mancava e mai avrei pensato che mi venisse proposto!”

-Il musical è diviso in episodi ?Qual ‘è la sinossi ?

Roberto Betti: “Si tratta di un atto unico”. “La storia è ambientata nei musei di Roma, tra lavoratrici – donne – alle prese con le difficoltà della vita quotidiana e con i loro conflitti interiori ed esteriori, che si intrecciano con le lotte per il lavoro e gli amori confusi e inibiti che le riguardano”. “Si tratta di una storia esportabile in altri contesti con pochi, piccoli adattamenti e il suo palcoscenico naturale è costituito proprio da uno spazio museale.”

Alessio Cappelli: “Grazie agli spunti degli altri, mi sono trovato il lavoro facilitato, certo le canzoni giocano un ruolo fondamentale, il testo serve a condurre la storia, che sintetizzerei un po’ con gli elementi classici del genere musical: c’è un intreccio di attrazione e amore nei protagonisti, cui in questo caso si aggiunge passione e scontro di visioni politiche e sindacali; poi c’è un “coro” di sottofondo che ha un tono un po’ più leggero, popolaresco.”

– Romanzo Sindacale è la settima ed ultima opera finalista ad affrontare la gara on-line per Primo 2020, il Premio italiano del Musical Originale, che prospettive offre questo premio ai finalisti?

Roberto Betti: “Trattandosi di un’opera senza un budget ho pensato che un riconoscimento formale avrebbe potuto dare un maggior credito al suo finanziamento”. “Tutte le persone che sinora hanno partecipato non hanno ricevuto compensi, ma – da sindacalista – penso che ogni lavoro debba essere pagato e la messa in scena, le prove (siamo tutti dilettanti) comporta dei costi incomprimibili”. “Al premio Primo abbiamo superato il vaglio della giuria di qualità entrando nella rosa dei sette finalisti”. “Ora per individuare il progetto vincitore è in atto un voto popolare avviene on line collegandosi qui http://www.amicidelmusical.it/primo/votaromanzosindacale.html.

Alessio Cappelli: “Beh intanto è una soddisfazione essere stati selezionati, l’argomento trattato non era forse il più “comodo” per una scrittura di questo genere”. “Come dice anche Roberto, la partecipazione al premio potrebbe essere un buon “sigillo” da mettere sul prodotto, consentendo, magari, di metterlo in scena”. “Magari non sarà facile, ma sarà comunque un’esperienza interessante e formativa.”

Qual’è l’intento di quest’opera musicale?Cosa vuole far riscoprire?

Roberto Betti: “Intanto raccogliere attorno a questo progetto gli amici di una vita, le figlie (tre) e il piacere di farlo con la musica”. “Allo stesso tempo provare a contribuire al rilancio – soprattutto tra i lavoratori e le lavoratrici più giovani – dell’azione sindacale”. “Far riscoprire valori che la gran parte dei sindacati attuali ha abbandonato”. “Provare a restituire dignità alla cultura del lavoro e alla lotta tra classi che ci è tramandata dalla storia, ma che non viene più raccontata.”

Alessio Cappelli: “L’obbiettivo sarebbe di raggiungere più persone possibile, per tornare a scambiarci opinioni sull’attività politica e sindacale, oggi più che mai in questo tempo di smart working diffuso e di dibattito politico praticamente azzerato dall’emergenza”. “Si rischia di dimenticare pure come è fatto, un rappresentante sindacale, e noi ne mostriamo ben tre!”

Precedente Coronavirus, Beneduce-Russo (Fi): “Su USCA coinvolgere medici di base” Successivo #ioRestoAcasa: a breve rubrica "speciale" di Magda Mancuso.