Intervista ad Antonio Macchione docente scuola primaria

a cura di Daniela Campoli

Andiamo ad intervistare Antonio Macchione che vive a Milano e insegna presso la Scuola primaria De Marchi in via Sant’Orsola, plesso dell’I.C. Armando Diaz.

Recentemente, lo scorso 1° aprile alle ore 20, su di lui è stato anche effettuato un servizio giornalistico sul canale regionale Canale 9

Svolge questo lavoro ormai da 20 anni, prima da precario ed ora in ruolo. Quest’anno insegna italiano in una seconda e matematica in una terza.

In questo periodo in cui le scuole sono chiuse a causa del Covid-19 gli insegnanti di ogni ordine e grado stanno utilizzando la DAD (didattica a distanza).

– Quali pensi siano i punti critici e i punti di forza di questo modo di insegnare?

“Ci siamo ritrovati da un momento all’altro a dover cambiare la nostra metodologia didattica”. ” Personalmente penso che i ragazzi abbiano bisogno di relazioni significative, costruite giorno dopo giorno con parole, azioni, sguardi, gesti e che questo manchi alla didattica a distanza”. ” Vedere i ragazzi attraverso uno schermo non è come incontrarli in aula”. ” La differenza è enorme”.

“Sono certo che la DAD escluda una parte degli studenti, in particolare quelli più svantaggiati dal punto di vista sociale ed economico”.

” E questo ritengo che sia un’emergenza perché ci fa tornare, seppur con modalità diverse, ad una scuola per pochi. Spero che questa questione venga affrontata e che i servizi preposti si impegnino per garantire a tutti e a ciascuno il diritto all’istruzione, anche in questo momento”. “Però la DAD ti permette di utilizzare tecnologie e di sperimentare attività che usualmente non vengono proposte a scuola”.

“In entrambi i casi, ritengo fondamentale la collaborazione con le famiglie, ma nella didattica a distanza si fa ancora più necessaria per aiutare i bambini, che non sempre sanno organizzarsi in autonomia e a volte necessitano di conferme da parte degli adulti”. ” Nelle mie classi, fortunatamente, tutti gli alunni hanno la possibilità di connettersi alla rete e di utilizzare le tecnologie informatiche, ma questo non è scontato”.

– Stai utilizzando YouTube per fare le tue lezioni, avevi già un tuo canale o lo hai creato appositamente?

“Ho fatto il primo video per salutare i miei alunni, ripreso da un collega.” “Successivamente, dato l’apprezzamento da parte dei bambini e dei genitori, ho continuato di settimana in settimana, usando il video anche per introdurre argomenti nuovi, fare dettati, creare uno spazio per la lettura ad alta voce”. “Inizialmente inviavo i video ai genitori, poi ho trovato più funzionale aprirmi un canale su YouTube.”

– Molti insegnanti stanno utilizzando Zoom facendo lezioni ad orari definiti e dando compiti da svolgere online con voti.Cosa ne pensi?

“Anch’io sto facendo video lezioni su Zoom, una o due volte a settimana”. “Ho dato gli orari agli alunni perché credo sia importante per loro avere una routine”. ” Anche le attività che invio sono suddivise nei vari giorni, per permettere un’efficace organizzazione del lavoro”. “Durante i collegamenti chiarisco i dubbi in merito alle attività assegnate e svolgiamo qualche esercizio insieme”. “Non interrogo e non somministro prove di verifica”. “La valutazione è finalizzata alla gratificazione degli alunni per l’impegno, l’interesse e la partecipazione e mi consente di capire punti di forza e criticità nel processo di apprendimento per poter costruire un percorso adeguato alle attuali esigenze formative dei bambini.”

Suo canale You tube dove mette le sue lezioni :

https://www.youtube.com/channel/UCalrKj53UC5QqatyrJT-Wzw

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